Cortesie da tavola – Terza parte

Cortesie da tavola – Terza parte

Le moderne regole del galateo a tavola erano ispirate, già nel XIII secolo, dalle “Cinquanta cortesie da tavola” di Bonvesin de la Riva.

In questa terza sezione concluderemo l’analisi delle principali regole di galateo moderno della tavola già presenti, nel 1220, nell’opera “Cinquanta cortesie da tavola” di Bonvesin de la Riva. Vi invitiamo, pertanto, alla lettura anche della prima e della seconda parte.

Tenere lontano dalla tavola gli animali domestici ed evitare di accarezzarli (dalla cortesia numero 33).
La trentatreesima: non accarezzare con le mani
finché sei a tavola, né gatti né cani:
L’uomo educato non deve accarezzare gli animali
con le mani con le quali tocca i cibi.
Non usare gli stuzzicadenti a tavola o, peggio ancora, le dita per pulirsi i denti (dalla cortesia numero 34).
L’altra è: mentre mangi con persone estranee,
non mettere le dita in bocca per pulire i denti.
Chi si mette le dita in bocca prima di aver finito di mangiare,
per quanto mi riguarda non mangerà con me sul tagliere.
Non leccarsi le dita (dalla cortesia numero 35).
La trentacinquesima: non devi leccarti le dita;
chi le mette in bocca le pulisce male.
L’uomo che si mette in bocca le dita impiastricciate
non le pulisce, anzi le sporca maggiormente.
Evitare di parlare a bocca piena (dalla cortesia numero 36).
La trentaseiesima cortesia:
se devi parlare, non parlare a bocca piena.
Chi parla e chi risponde prima d’aver vuotato la bocca,
difficilmente potrebbe articolare qualcosa.
Non disturbare una persona ponendogli delle domande, mentre sta bevendo o mangiando (dalla cortesia numero 37).
Dopo questa viene quest’altra: finché il vicino di tavola
avrà il bicchiere alla bocca, non fargli domande;
se proprio lo vuoi interpellare, ti chiedo di farlo
solo dopo che avrà finito di bere.
Evitare di raccontare storie tristi o particolari disgustosi a tavola (dalla cortesia numero 38).
La trentottesima è questa: non raccontare storie tristi
perché coloro che sono con te possano mangiare serenamente.
Fin che gli altri mangiano non dire cose angoscianti,
ma taci oppure di’ parole confortevoli.
Non alzare la voce o litigare a tavola (dalla cortesia numero 39).
L’altra che segue è questa: se mangi con persone,
non fare né rumore né litigi, pur se hai ragione.
Se qualcuno dei tuoi eccedesse, lascia correre fino ad un momento opportuno, in modo che coloro che sono con te non siano turbati.
Non evidenziare, a tavola, i propri problemi di salute (dalla cortesia numero 40).
L’altra è: se accusi dolore per qualche infermità,
nascondi più che puoi il tuo malessere.
Se ti senti male a tavola, non mostrare sofferenza,
e non procurare dispiacere a coloro che mangiano con te.
Non sottolineare eventuali difetti presenti nel cibo (dalla cortesia numero 41).
Dopo quella viene quest’altra: se vedessi nel cibo
qualcosa di sgradevole, non dirlo agli altri.
Vedendo nel cibo una mosca o altra porcheria,
taci, per non creare disgusto in coloro che stanno mangiando a tavola.
Non toccare la sommità dei bicchieri e i loro bordi con le dita (dalla cortesia numero 43).
La quarantatreesima è: se porgi la coppa,
non toccare mai la sommità del bicchiere con il pollice.
Reggi il bicchiere da sotto e porgilo con una mano:
chi lo tiene diversamente può essere considerato villano.
Evitare di riempire tazze e bicchieri fino all’orlo (dalla cortesia numero 44).
La quarantaquattresima per chi vuol sentire è:
non devi riempire troppo piatti, scodelle e bicchieri.
In ogni cosa occorre misura e modo;
chi eccedesse non sarebbe cortese.

Speriamo che questa serie di articoli sull’originale opera di Bonvesin de la Riva sia stata utile ed interessante. Per chi desiderasse approfondire l’argomento, infine, segnaliamo l’ottima edizione dell’opera a cura di Matteo Noja, edita da La vita felice.

Mariarita.

Cortesie da tavola - Terza parte

Foto dal web

 


 Da ricordare
I bicchieri
Il bicchiere con lo stelo allungato si tiene tra pollice e indice senza toccare la coppa con la mano: questo perché il bicchiere con stelo è destinato a contenere un bevanda il cui aroma non deve essere alterato dal calore della mano.

 Non si fa
Comportamento in ufficio
Non fumare in ufficio: oltre ad essere ormai vietato in tutti i luoghi di lavoro, per legge, arreca disturbo ai colleghi.