I saluti

La prima forma di contatto tra due persone.

Il galateo si occupa dettagliatamente dei saluti, definiti rituali di accesso utilizzando un termine tratto dalla sociologia. Il saluto è stato un gesto ricco di significato anche in passato:  dare la mano ad una persona significava, infatti,  comunicarle di non essere armati. Erving Goffmann è stato il primo sociologo a dedicare un attento studio ai saluti, sottolineandone l’importanza comunicativa.

  • Sono la prima forma di contatto tra due persone.
  • Sono un buon indizio del nostro stato d’animo.
  • Sono un valido strumento per comunicare quanto tempo a disposizione abbiamo da dedicare all’altra persona.

Attraverso i suoi studi Goffmann trasse alcune interessanti considerazioni:

  1. Quando due persone, che si conoscono, si rivedono dopo molto tempo, è assolutamente obbligatorio mostrare piacere reciproco, anche in caso di antipatia.
  2. Se ci si aspetta di essere salutati, qualunque atto, che eventualmente precede il saluto, viene interpretato come tale; occorre dunque fare molta attenzione alla gestualità.
  3. I saluti devono assumere sfumature diverse a seconda dei contesti: un abbraccio dato durante un addio dovrà essere molto più caloroso di quello dato a una persona che si rivedrà magari il giorno successivo.
  4. Il modo di salutare tra due persone può essere fortemente influenzato dal loro status sociale, pertanto occorre sempre essere a conoscenza del contesto in cui ci si trova.
  5. Quando si incontra una persona dopo molto tempo durante la serata, l’atteggiamento più comune è quello di salutarla calorosamente e nei successivi incroci non saper bene come comportarsi; in questo caso occorre attenuare progressivamente il saluto iniziale con larghi sorrisi, occhiate e cenni del capo prima di potersi  alla fine ignorare.
  6. Occorre prestare molta attenzione ad ogni particolare durante i commiati per evitare i cosiddetti addii sciupati, la classica situazione in cui ci si saluta calorosamente e poi si è costretti a tornare in casa per riprendere un oggetto che si è dimenticato.

Quando e come salutare

  1. Per la strada si salutano sempre tutte le persone che si conoscono, anche solo di vista, e si fa un cenno alle persone sconosciute che le accompagnano; salutare non implica il fermarsi a chiacchierare.
  2. Si salutano sempre le persone non ancora conosciute, nel caso si debba intrattenere con loro una breve conversazione: nei negozi, dunque, negli uffici, in banca, allo sportello della posta, alla cassa di un supermercato o al bar.
  3. Sul lavoro si salutano sempre i colleghi la prima volta che ci si incontra nella giornata.
  4. Si saluta prima di chiedere un’indicazione o l’orario per strada.
  5. In condominio, o comunque in un palazzo, si saluta per le scale, entrando e uscendo da un ascensore.

Il tema sarà comunque approfondito nel paragrafo Gerarchie e precedenze nei saluti.

 

I saluti

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