Il vecchio e il nuovo passaparola

Il moderno passaparola ha il potere di condurre al successo o decretare il fallimento di un prodotto in tempi brevissimi.

Come abbiamo visto nella sezione relativa all’evoluzione del marketing, il passaparola, strumento fondamentale di vendita prima dell’avvento della pubblicità, è tornato ad essere il mezzo principale di marketing anche ai giorni nostri.

Esistono, tuttavia, alcune sostanziali differenze tra il passaparola antico e moderno.

  • Il vecchio era basato sul contatto ravvicinato tra persone, che comunicavano a voce le loro impressioni positive su un prodotto o servizio; quello attuale è basato sui feedback e sulle recensioni e viaggia, prevalentemente, sui canali social su internet.
  • Il vecchio riguardava, tendenzialmente, prodotti di pubblica utilità destinati ad avere una lunga durata sul mercato; quello moderno è legato, nella maggioranza dei casi, a prodotti destinati a gruppi specifici di persone e di durata medio breve.
  • Il vecchio aveva tempi di diffusione abbastanza lunghi e una forma limitata di comunicazione (di tipo verbale), quello moderno (fatti i debiti distinguo) cavalca le famose 3V (velocità, varietà e volume) rese celebri dalla ben nota teoria dei Big Data. Si tratta infatti di un passaparola rapidissimo, multimediale (testo, immagini, recensioni video) e di grandissima portata.
  • Il vecchio si basava su una rete di connessioni molto limitate, quello moderno è connesso, potenzialmente, con il mondo intero.

Il moderno passaparola, come si evince dalle considerazioni precedenti, ha dunque il potere di condurre al successo o decretare il fallimento di un prodotto in tempi brevissimi; basta inoltre una piccola scintilla a scatenare un atteggiamento di favore o di ostilità verso un personaggio o un brand.

Dal momento che il motore principale del passaparola è l’emozione, risulta pertanto che:

  • E’ piuttosto difficile dare origine a un passaparola positivo: occorrono sensibilità, originalità, estro, fantasia, risultati di qualità e importanti successi (merce molto dura da conquistare).
  • E’ molto facile scatenare un passaparola negativo (basta creare una falsa notizia oppure commettere un errore che danneggi la nostra reputazione).

Per quanto riguarda il secondo punto, uno degli errori che si possono più facilmente commettere è quello di generare una polemica: dal momento che, come ha scritto Riccardo Scandellari in un bellissimo articolo, l’economia della buona reputazione (su cui si basa il nostro brand personale) ha come moneta di scambio la fiducia che gli altri hanno nei nostri confronti (e che nessuno si fiderebbe mai di una persona che parla male del prossimo), i danni che potremmo auto infliggerci sono potenzialmente enormi.

E tutto questo a causa, purtroppo, delle famose 3V: quelle su cui viaggia il nuovo passaparola.

Il vecchio e il nuovo passaparola

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