Rituale in chiesa

Gli elementi fondamentali del rituale in chiesa: le regole da seguire.

Corteo classico

  1. Lo sposo entra in chiesa con lieve anticipo rispetto all’inizio della cerimonia, offrendo alla madre il braccio sinistro.
  2. Lo sposo si posiziona quindi a destra, davanti all’altare, attendendo la sposa.
  3. La madre dello sposo si posiziona nel primo banco a destra.
  4. La madre della sposa entra subito dopo lo sposo, accompagnata da un parente di sesso maschile e si posiziona nel primo banco a sinistra.
  5. I testimoni entrano subito dopo la madre della sposa.
  6. Damigelle e paggetti, se presenti, attendono sul sagrato della chiesa.
  7. La sposa arriva con circa 10 (massimo 15)  minuti di ritardo: il padre la aiuta a scendere dall’auto (o dal mezzo che la ha condotta alla cerimonia) e, facoltativamente, la omaggia con  il baciamano.
  8. Si procede quindi all’ingresso in chiesa, con un corteo così composto:
    • Davanti i paggetti in fila per due, di cui uno regge il cuscino con le fedi nuziali.
    • Segue la sposa, accompagnata dal padre che le porge il braccio sinistro.
    • Dietro alla sposa le damigelle: le bambine reggeranno lo strascico e il velo.
  9. Il padre della sposa, davanti all’altare, solleva il velo della figlia e la affida al futuro marito, stringendogli simbolicamente la mano.
  10. Il padre della sposa prende, infine, posizione nel primo banco a sinistra.

Corteo moderno

  1. Lo sposo attende la sposa sulla soglia della chiesa.
  2. Damigelle e paggetti, se presenti, attendono sul sagrato della chiesa con lo sposo.
  3. All’arrivo della sposa, lo sposo la saluta porgendole il bouquet.
  4. Lo sposo non dovrebbe baciare la sposa durante l’omaggio del bouquet.
  5. Si procede quindi all’ingresso in chiesa, con un corteo così composto:
    • Davanti i paggetti in fila per due, di cui uno regge il cuscino con le fedi nuziali.
    • Segue la sposa, accompagnata dallo sposo che le porge il braccio sinistro.
    • Dietro alla sposa, le damigelle: le bambine reggeranno lo strascico e il velo.
I consigli del gufetto saggio
Il corteo moderno non prevede la partecipazione dei genitori ed è una soluzione molto adatta quando non è presente il padre della sposa.

 Corteo solenne

  1. Lo sposo attende la sposa sulla soglia della chiesa, insieme a parenti, testimoni e familiari.
  2. Damigelle e paggetti, se presenti, attendono sul sagrato della chiesa con lo sposo.
  3. All’arrivo della sposa, lo sposo la saluta porgendole il bouquet e omaggiandola con il baciamano.
  4. Si procede quindi all’ingresso in chiesa, con un corteo così composto:
    • Davanti i paggetti in fila per due, di cui uno regge il cuscino con le fedi nuziali.
    • Subito dopo la sposa, accompagnata dal padre che le porge il braccio sinistro.
    • Seguono la sposa, le damigelle: le bambine reggeranno lo strascico e il velo.
    • Dietro alla sposa cammina lo sposo, che porge il braccio sinistro alla madre.
    • La sposa è seguita dal padre dello sposo in coppia con la madre della sposa.
    • Chiudono quindi i parenti, in grado di importanza e, dietro di loro, gli amici.
I consigli del gufetto saggio
Il corteo solenne è il più complesso da realizzare, ma anche il più preciso: dal momento che gli invitati seguono in ordine di importanza, non ci sarà nessuna incertezza riguardo alla posizione dei posti a sedere in chiesa.

Paggetti e damigelle

  1. Paggetti e damigelle devono essere in numero compreso tra due ed otto, ma non superiore (riservato a matrimoni regali, dove sono di solito dodici).
  2. L’età dei paggetti e delle damigelle, consigliata dal galateo, è mediamente compresa tra i quattro e gli otto anni. La bassa statura delle damigelle, in particolare, permette loro di sollevare lo strascico con naturalezza: bambine dell’età indicata, pertanto, donano alla cerimonia un tocco aggiuntivo di tenerezza e sono perfette per il ruolo da svolgere.
  3. Paggetti e damigelle dovrebbero sempre essere in numero pari: se sono dispari, uno solo precede la sposa, mentre gli altri la seguono.
  4. Tradizionalmente il cuscino con le fedi viene portato da un paggetto: in sua assenza vengono tenute dal primo testimone dello sposo.
  5. Paggetti e damigelle devono sempre essere ricompensati dagli sposi, per il ruolo svolto, con un regalo che li renda felici. Data la giovane età, è preferibile orientarsi verso un gioco.

Regole di bon ton per gli sposi

  1. La sposa entra in chiesa al braccio del padre sempre a sinistra, che è la posizione che occuperà poi davanti altare.  In rarissimi casi entra invece alla destra del padre: nei matrimoni in alta uniforme e alle nozze regali.
  2. Lo sposo e tutti gli altri uomini partecipanti al corteo offrono sempre il braccio sinistro alla signora che accompagnano.
  3. Una sposa orfana può essere accompagnata dal patrigno, da uno zio, dal padrino di battesimo, da un fratello maggiore o da un amico di famiglia (preferibilmente di età).
  4. Nel caso di situazioni di divorzio, la figura del padre prevale su quella del patrigno: sarà il primo ad accompagnare la figlia all’altare, anche se nella vita di tutti i giorni è stato poco presente.
  5. Se la sposa indossa i guanti, dovrà sfilarli davanti all’altare: la fede si indossa solo sulla mano nuda.
  6. Il bouquet va posato dalla sposa dopo il suo ingresso e ripreso solo al momento dell’uscita. Nel resto della giornata dovrà essere tenuto in mano solo per le foto di rito. Rappresenta lo scettro della sposa e deve essere trattato con rispetto.
  7. Il servizio fotografico, al termine della celebrazione, non dovrà durare più di un’ora: non è buona educazione far attendere gli ospiti (che saranno accolti dalla madre della sposa) al ricevimento per un tempo superiore.

Regole di bon ton per gli invitati

  1. I parenti della sposa si sistemano a sinistra, quelli dello sposo a destra.
  2. Il bon ton prevede che gli invitati attendano sempre in chiesa, per evitare confusione sul sagrato; non dovrebbero mai, inoltre, baciare la sposa prima dell’ingresso, per non sgualcirla, e intralciare i fotografi durante il loro lavoro.
  3.   Ammesso il lancio del riso, che può essere sostituito da coriandoli bianchi o petali.
  4. No alle urla esagerate, tipiche dei matrimoni, e alle grida “Bacio!”, che potrebbero infastidire sposi dal carattere riservato.
  5. No ai clacson delle macchine: fare rumore è sempre maleducazione.
  6. No agli scherzi goliardici e alle decorazioni delle auto, con schiuma e carta igienica, il cui unico scopo è quello di creare fastidio e disagio agli sposi.
I consigli del gufetto saggio
  • La sposa tenga sempre presente che, per ricevere il baciamano, non dovrà porgere la mano guantata.
  • Nel caso in cui vi sia una sostanziale differenza di numero tra i parenti dello sposo e quelli della sposa, il galateo consente che gli invitati occupino liberamente i posti rimasti vuoti alle spalle di uno dei due.
  • Il lancio del riso è un rituale di origini molto antiche, che augura fertilità agli sposi. In alcune chiese, tuttavia, non è accolto di buon grado, sia perché è difficile da rimuovere, sia perché attira gli uccelli. E’ bene, dunque, informarsi prima dal parroco.
  • Sempre molto graditi sono i piccoli omaggi che gli sposi fanno trovare agli ospiti durante la cerimonia: può essere un’idea, utile ed originale, predisporre dei piccoli sacchetti (o coni) di carta, contenenti riso o petali di rosa, da lanciare agli sposi al termine della celebrazione. Altre idee interessanti possono essere le bolle di sapone per i bambini oppure i piccoli mazzetti, già predisposti, per le bottoniere dei testimoni uomini.

Rituale in chiesa

Foto dal web



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